I corpi danzano riproducendo il moto ondulatorio prodotto da una frustata: è da qui che deriva il termine lambada, che in portoghese indica, appunto, lo schioccare di una frusta o di un oggetto simile. Ed è proprio questa scossa, questo veloce e ondulato movimento dei corpi dei ballerini che più di ogni altra cosa distingue la lambada dalle altre danze latine.
Ballo, tra i più sensuali che vi siano, la lambada nasce in Brasile: originario dello stato di Parà, ha la sua affermazione e consacrazione a Bahia e la sua capitale a Porto Seguro.
LE ORIGINI
Alle origini della lambada vi è una danza indigena che da secoli veniva praticata nella zona amazzonica del Brasile, il carimbò: ballo molto sensuale e libero, accompagnato dal ritmo ipnotico di alti tamburi di origine africana, è caratterizzato soprattutto da giravolte del corpo e rotazioni del capo, in cui la donna cerca di coprire l’uomo con la propria gonna.
La contaminazione del carimbò con altri stili, provenienti soprattutto dai Caraibi (salsa, reggae e merengue) e dal Nord Est del Brasile, comportò la nascita di questo nuovo genere contraddistinto dal contatto ravvicinato di corpi, con oscillazione di anche e spalle in un movimento estremamente sensuale.
In una prima fase la lambada si presentò come danza a due tempi, di coppia, simile al merengue, ma con molte più giravolte.
Il suo viaggio lungo le coste settentrionali del Brasile, la portò a Bahia, dove divenne un ballo a quattro tempi (ritmo quick-quick-slow), differenziandosi così notevolmente dal carimbò, e ricevendo numerose influenze dal forrò. Similmente a quest’ultimo, la lambada presenta, per quanto riguarda il passo principale, il tempo della polca, a cui vanno a sommarsi figure della maxixe (anche denominata tango brasiliano), danza proibita all’inizio degli anni Venti per i suoi movimenti provocanti e le liriche ammiccanti. Tra le figure principali: il Balão apagado, in cui la donna lascia liberamente roteare la testa e il Peão, in cui la donna dondola il capo da una parte all’altra.
LA FAMA NAZIONALE
Siamo negli anni Ottanta e in Brasile impazza la febbre musicale: ogni anno una mania si diffonde, proponendo uno stile che puntualmente l’anno successivo viene scalzato da un nuovo ritmo. Il 1988 è l’anno della lambada che diviene il tormentone del periodo, anche grazie alla popolarità del Carnevale bahiano che dà notevole risalto ai nuovi generi in voga. Porto Seguro è il centro nevralgico di questa tendenza, con locali come il Boca da Barra o il Jotobar ad Arraial d’Ajuda. La lambada qui si sviluppa e si diffonde con grande successo.
Come in molti altri casi, però, la lambada era destinata ad essere un fenomeno stagionale: molti locali che aprirono in suo onore, chiusero i battenti dopo pochi mesi per la scarsa affluenza.
LA CONSACRAZIONE INTERNAZIONALE
E’ ancora una volta Porto Seguro che ne riafferma la popolarità e questa volta su scala mondiale. E’ proprio nella bellissima cittadina bahiana che l’imprenditore francese Olivier Lamotte d’Imcamps scopre il ritmo seducente della lambada accompagnato dai movimenti sensuali dei ballerini nei locali denominati lambaterias e ne comprende subito le potenzialità sul mercato estero. L’esportazione fuori dai confini sudamericani viene immediatamente programmata: l’imprenditore promuove un tour europeo dei Kaoma, un gruppo formatisi in Francia da ex-componenti del gruppo Tourè Kunda di Porto Seguro, con la vocalist brasiliana Braz Loalwa. Con l’acquisto dei diritti di circa 300 canzoni di lambada, si assicura l’esclusiva su quello che diverrà un successo mondiale, arrivando fino in Estremo Oriente. Nel 1989 i Kaoma vendono 5 milioni di dischi con il singolo Chorando se foi, una traduzione non autorizzata della canzone boliviana Llorando se fue del gruppo Los K’jarkas (in cui il flauto di Pan viene sostituito dall’accordeon – specie di fisarmonica francese in cui al posto dei tasti, vi sono dei bottoni).
L’influenza della lambada, che raggiunse il top della classifica in 64 paesi diversi, fu straordinaria, al limite dell’incredibile. Compiuto il giro del mondo, ritornò, spopolando in Brasile, compresa la parte economicamente più evoluta, nel Sud e riportò i giovani a danzare nelle sale da ballo, così come non accadeva da trent’anni.
DOPO L'ONDA DEL SUCCESSO
Già nel 1994, la produzione musicale di questo genere diminuì notevolmente, convogliando i ballerini su altri stili di danza più tradizionali. Coloro che rimasero fedeli alla lambada cominciarono a cercare altri stili musicali caraibici da adattare, come la Soca e la Zouk. Quest’ultima è un genere originario dei Caraibi francesi: la Zouk Lambada, oggi, è lo stile più vicino alla lambada degli anni Ottanta (e, per alcuni, sua naturale evoluzione) e si differenzia dallo Zouk delle Antille poichè integra numerose figure, giravolte e acrobazie.
Attualmente, la migliore vetrina per la lambada è il Congresso Internazionale di Zouk Lambada che si tiene nella “capitale” Porto Seguro ogni due anni (l’ultima edizione si è conclusa lo scorso 6 gennaio 2009). In occasione di questa manifestazione, si organizzano workshops, feste e seminari e una gara sia a livello amatoriale che professionistico. Ha un rilievo internazionale, poiché vi sono insegnanti e DJs che giungono da ogni parte del mondo. Il locale più accreditato a Porto Seguro per conoscere e divertirsi al ritmo della lambada è l’OASIS, dove tre volte a settimana è possibile scatenarsi in irresistibili danze!