
Nel panorama della gastronomia brasiliana, la cucina bahiana è sicuramente quella più rinomata e rappresentativa. La sua ricchezza e varietà si è spesso elevata a vera e propria arte, così da ispirare capolavori della letteratura nazionale come, uno fra tutti, Dona Flor e i suoi due mariti di Jorge Amado. Costui è lo scrittore che ha esportato la cucina di Bahia in Europa, facendoci conoscere nei minimi particolari i colori, i profumi e i sapori di gustosissimi piatti. Spesso nei suoi romanzi la descrizione del Brasile, di Bahia in particolare, avviene attraverso il cibo. Questo perché, mai come in Brasile, l’arte culinaria è il risultato di importanti avvenimenti storici che hanno cambiato la dimensione sociale e culturale del Paese. Di base indigena, con l’arrivo di portoghesi e africani, la gastronomia bahiana è stata fortemente rielaborata: è notevole soprattutto l’influenza africana , sia negli ingredienti che nel modo di cucinare. A partire dal XVIII secolo, in seguito alla crisi dell’industria zuccheriera e all’eccesso di manodopera, le schiave africane furono destinate alle cucine dei padroni: qui adattarono le loro abitudini culinarie agli ingredienti del nuovo territorio, dando così vita ad una cucina molto originale, saporita e fantasiosa.
Ingredienti tipici della cucina bahiana sono infatti di origine africana come l’azeite de dendê (olio di palma), dall’aspetto rossiccio e molto denso, usato come condimento nella maggior parte delle pietanze, la pimenta moloqueta, un tipo di peperoncino molto forte e il quiabo, una verdura di origine africana, denominata in italiano anche okra. A questi si aggiungono prodotti quali il leite de coco (latte di cocco) il gengibre (zenzeno), il camarao seco (gamberi secchi), e il coentro (coriandolo).
Uno dei piatti regionali più famosi è la Moqueca, che consiste in un misto di gamberetti o altri frutti di mare, noce di cocco, aglio, cipolle, prezzemolo, pepe, concentrato di pomodoro e olio di dendê. Il tutto viene fatto rosolare a fuoco lento, possibilmente in un tegame di terracotta, e servito con riso cotto nel latte di cocco. La pratica di usare tegami di terracotta deriva da un’antica tradizione africana che si è mantenuta nel tempo e ha anche notevolmente influenzato l’artigianato della regione.
Un altro piatto simbolo è l’Aracajé: una “frittella” preparata con una pastella a base di fagioli fradinho, gamberetti e cipolle, soffritta in olio di dendê e poi farcita con diverse salse.
Alcuni piatti, tra quelli più rappresentativi, fanno parte dei cosiddetti comidas de santo, ovvero pietanze originariamente preparate in onore delle divinità del candomblé, consumati durante i rituali. Tra questi il Cururù, alla cui base c’è il quaibo, il Xinxin de Galinha, a base di pollo speziato, gamberetti e latte di cocco e il Vatapá, un ricco assortimento di pesce cotto in casseruola, condito con salsa di arachidi, anacardi, latte di cocco, farina e olio di dendê, che va servito con il riso ed è considerato piatto popolare quasi quanto la feijoada (nel Vatapá, il pesce può anche essere sostituti dal pollo).
Per quanto riguarda i dolci, l’influenza è soprattutto di origine portoghese, visto che furono proprio essi ad importare lo zucchero in Brasile. Tra i più gustosi vi è la cocada, un dolce al cocco bollito in acqua zuccherata con un pizzico di zenzero o di limone. Tra le altre delizie da menzionare l'ambrosia, fatta con tuorli d'uovo e vaniglia; la tapioca, da farcire a piacere; le crocchette fritte e i quindim, piccole tortine, fatte di cocco, uova e zucchero.
Questi piatti, molto famosi, non costituiscono ovviamente il pasto quotidiano degli abitanti della regione, ma sono soprattutto consumati durante le occasioni speciali, come ricorrenze e incontri familiari.
Normalmente il pranzo e la cena sono composti da un unico piatto abbondante con molti contorni, riso, fagioli e farina di manioca al posto del pane. La carne è molto presente, soprattutto nella forma del churrasco, carne cotta alla griglia, originaria del sud del Brasile. Un taglio di carne molto diffuso è la gustosissima picanha. E’ possibile trovare anche carne essiccata al sole e salata, di solito servita insieme alla farofa (tapioca mista a spezie).
Per quanto riguarda le bevande, la diffusione della birra è notevole, in bottiglia o nella versione alla spina, detta chope.
Una bevanda tipica e ormai di moda in tutto il mondo è la caipirinha, a base di cachaça, distillato della melassa della canna da zucchero, proprio di origine bahiana. La caipirinha è realizzata con cachaça, lime a pezzi, zucchero e ghiaccio in un bicchiere generoso. La cachaça, invece, unita al ghiaccio e ai più svariati tipi di frutta che abbondano nei climi tropicali, dà vita alle batidas.
Tipica di Porto Seguro è la Capeta, che significa “diavolo” e che unisce alla cachaça (o vodka) del gauraná in polvere e latte condensato.
Non va dimenticato, che, nonostante sia São Pãulo, in Brasile, il regno della cucina etnica, ormai anche a Bahia, e in particolare a Porto Seguro, è possibile trovare i più svariati tipi di cucina internazionale, per tutti i palati. Dalla gastronomia italiana, soprattutto sottoforma di pizza e pasta, al delicato e fresco sushi giapponese, dalla ricercata cucina francese alle specialità argentine: c’è solo l’imbarazzo della scelta.