
PORTO SEGURO
Mutà - Arraial d'Ajuda - Trancoso - Caraiva
CARAIVA. Ai piedi del Monte Pascoal, l’altura per prima avvistata dai portoghesi nel loro approdo in Brasile e riserva indigena degli Indiani Pataxò, in una lingua di terra tra l’oceano e il fiume Caraiva, si trova il villaggio omonimo. E’ in questo triangolo di terra che giace uno dei luoghi più magici del Brasile. Per la sua autenticità è stato definito il regno di Yemanjá, la dea sirena, signora del mare e degli oceani. Ed è proprio la sua semplicità, il suo essere così naturale, così lontano dall’artificiosità delle nostre città a sorprendere. Con le strade in sabbia e le casette caratteristiche, Caraiva, villaggio di pescatori, offre il dono della quiete più autentica.

Le sue spiagge, in cui l’ideale è fare lunghe passeggiate a piedi o a cavallo, sono chiarissime: verso nord incontriamo la Praia Satú e la piccola baia di Curuipe, tra le più belle di tutto il Brasile. Verso sud c’è la Ponta di Corumbau, dove, il faro, con il suo “occhio”, illumina, per i naviganti, il Recife Itacolomi, la barriera naturale di scogli, riconosciuta come uno dei migliori punti per le immersioni e lo snorkelling, così come, un po’ più a nord si trova il Recife Tatuaçu, ad 1 km da Caraiva, ottimo per il diving e la pesca.
Il fiume Caraiva, che è necessario attraversare per chi giunge dalla terraferma, si snoda sinuoso attraverso la foresta, la mata atlantica. E’ possibile risalire la sua foce e addentrarsi nel fitto della vegetazione, giungere fino al Quebra Pote e dà lì, montare a cavallo e visitare la riserva indigena del Monte Pascoal e il villaggio del popolo Pataxo, Barra Velha.
Fino a pochi anni fa, Caraiva era ancora un paese senza fornitura elettrica, lasciava che solo le candele e il chiarore della luna rischiarassero le sue notti. Gli abitanti hanno varie volte opposto resistenza all’introduzione dell’elettricità: il consenso è avvenuto solo a patto che i fili non fossero aerei, come accade tuttora in Brasile, ma sotterranei. Nonostante questo, ancora oggi, la maggior parte dei locali e delle pousadas rinuncia alla luce e sfida il buio con lumi e fiaccole. Ma le notti di Caraiva non sono mai completamente buie, poiché lo spettacolo delle stelle è impagabile. In pochi muniti, in una notte di luna nuova, è possibile vedere numerose stelle cadenti.
Il villaggio, con strade solo in sabbia, presenta una discreta scelta di ristoranti, che soprattutto offrono piatti di mare, come la famosa Moqueca, di influenza africana: massima espressione della cucina bahiana.
La notte prosegue in alcuni locali, dove la coinvolgente musica brasiliana è sempre e comunque accompagnata dall’incalzante ed eterno ritmo delle onde dell’oceano.